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Bando Architettura Rurale - Emilia Romagna

L' Avviso Pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale promosso dalla Regione Emilia-Romagna ha una dotazione di 28.765.741,18€ ed ha la finalità di conservazione e valorizzazione ...

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Obiettivi

L' Avviso Pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale promosso dalla Regione Emilia-Romagna ha una dotazione di 28.765.741,18€ ed ha la finalità di conservazione e valorizzazione di una articolata gamma di edifici storici rurali e di tutela del paesaggio rurale regionale. L’intervento mira a migliorare la qualità paesaggistica del territorio, a favorire il trasferimento di buone pratiche, l’implementazione di soluzioni innovative anche tecnologiche per migliorare l’accessibilità delle strutture.
I principali obiettivi che si perseguono con tale intervento sono:

Beneficiari

Possono presentare domanda di finanziamento persone fisiche e soggetti privati profit e non profit che siano proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili appartenenti al patrimonio culturale rurale. Essi devono dimostrare di avere la piena disponibilità di godimento dell'immobile per almeno 5 anni successivi alla conclusione dell'operazione finanziata. INTERVENTI FINANZIABILI
Gli interventi proposti dovranno essere idonei a generare un tangibile miglioramento delle condizioni di conservazione e produrre un positivo impatto in termini di valorizzazione del patrimonio edilizio rurale.
La destinazione d’uso, così come il titolo di proprietà, possesso o detenzione, va mantenuta per almeno 5 anni successivi alla conclusione dell'operazione.
I finanziamenti dovranno essere finalizzati alla realizzazione di interventi che abbiano come oggetto opere materiali riconducibili alle seguenti tipologie:
Risanamento conservativo e recupero funzionale di insediamenti agricoli, edifici, manufatti e fabbricati rurali storici ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale, coniugati, ove opportuno, ad interventi per il miglioramento sismico e dell’efficienza energetica nonché volti all’ abbattimento delle barriere architettoniche
Interventi di recupero funzionale e riqualificazione di immobili accatastati nella categoria F/2 (unità collabente) finalizzati ad un utilizzo con permanenza di persone e relativa riqualificazione della categoria catastale

Spese ammissibili

Verranno presi in considerazione unicamente interventi aventi una soglia minima di investimento di 20.000 €
Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
Esecuzione di lavori o per l’ acquisto di beni/servizi , compreso l’acquisto e installazione di impianti tecnici
Acquisizione di autorizzazioni , pareri, nulla osta e altri atti di assenso da parte delle amministrazioni competenti
Spese tecniche di progettazione (ivi comprese quelle per la stesura di un piano di gestione ove previsto), direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudi, opere d’ingegno, nel limite massimo del 10%
Imprevisti (se inclusi nel quadro economico)
Allacciamenti , sondaggi e accertamenti tecnici
Spese per attrezzature , impianti e beni strumentali finalizzati anche all’adeguamento degli standard di sicurezza, di fruibilità da parte dei soggetti disabili, piattaforme e ausili digitali alla visita

Agevolazioni

Il contributo regionale sarà concesso a fondo perduto , il contributo è concesso, fino ad un massimo di 150.000,00 euro come forma di cofinanziamento per un’aliquota del 80%. Il contributo è portato al 100% se il bene è oggetto di dichiarazione di interesse culturale, fermo restando la soglia massima di 150.000,00 euro.
Il contributo è concesso nel rispetto del regime " de minimis ".

Modalita di presentazione

La procedura d’istruttoria delle domande ricevute è valutativa a sportello, in base all’ordine cronologico di arrivo. Invio domanda entro il 30 settembre 2022
L’intervento dovrà essere avviato entro il 30 giugno 2023 e concluso entro il 31 marzo 2025 con attestato da certificato di regolare esecuzione, ovvero collaudo.